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Il Metodo di Pesca “Strascico di Fondale”

3 minuti di lettura

Come funziona?

Il primo metodo di pesca che andiamo ad analizzare, forse ad oggi il più discusso, è lo strascico di fondale. Questo metodo di pesca, come suggerisce il nome, utilizza delle reti che vengono trainate (da una o due barche) e raccolgono quello che si trova sul fondo del mare.

Come è fatto?

Viene chiamata “bocca” l’apertura da cui entrano i pesci, di solito armata di piombi e catene (per smuovere il sedimento e far venire fuori pesci ed altri animali) e di galleggianti (per tenere aperta l’entrata), “ventre” la parte centrale e “sacco” la parte finale, che è apribile per permettere di recuperare il pescato.

Possono essere poi presenti due “ali”: si tratta di reti più piccole, di forma triangolare che fungono da invito. Nel caso in cui ci siano due barche a trainare la rete, queste ali vengono tenute aperte da entrambe le barche, con un tonneggio attaccato ad ognuna di esse; quando la pesca viene praticata con una sola imbarcazione, invece, a tenere aperta la rete ci pensa una struttura di “porte” (che possono essere adatte a tenere la rete a contatto col fondo oppure sollevata), “tavoloni” o “divergenti”.

Perché questo metodo funzioni bene, la nave deve viaggiare ad una velocità che va dai 2,5 ai 4 nodi.

Esistono diversi tipi di reti bentoniche (cioè per prede che stiano sul fondale):

• Il più comune è la “paranza”.

• Il “rapido” o “sogliolara” o ancora “sfogliara” è una rete più piccola, sfornita di ali e dotata invece di una cornice rigida attorno alla bocca, armata di denti nella parte inferiore; solitamente viene utilizzata per pescare pesci piatti, razze e molluschi a due valve (come le vongole).

• “Gangamella” è una rete ancora più piccola, che viene strascicata lentamente e di notte sulla Posidonia oceanica per catturare i gamberetti.

• Sciabica e Sciabichello somigliano alla Paranza ma vengono salpate da terra.

• Esistono poi altri tipi di reti per la cattura di pesci di mezz’acqua, soprattutto in lagune o ambienti salmastri.

• Impatto ambientale

La pesca a strascico bentonica è stata negli ultimi anni al centro di molte discussioni relative al suo impatto ambientale. Infatti, durante la pesca, le reti che raschiano il fondale distruggono o raccolgono qualsiasi cosa incontrino, con buona pace di pesci, invertebrati, coralli, alghe e altro ancora; l’ambiente naturale ne rimane devastato: in alcuni casi, come per la prateria di Posidonia oceanica, una sola passata è sufficiente per distruggere interi ecosistemi complessi.

È per questo motivo che in alcuni Paesi (anche in Italia) si è deciso di vietare la pesca a strascico sottocosta, dove si sviluppano queste comunità complesse.

Per scoraggiare coloro che si spingono a pescare fino alle aree protette (entro le tre miglia marine o al di sopra della batimetria dei 50 metri) esistono alcuni trucchi che vengono adottati: il primo di questi è l’affondamento nelle aree di particolare interesse biologico di grandi blocchi di cemento armati con ganci d’acciaio, che da una parte possono danneggiare seriamente le reti e gli attrezzi da pesca, scoraggiando la pesca illegale in queste zone, dall’altra fungono da supporto per gli organismi bentonici, aumentando la biodiversità della zona (con conseguenze positive anche per la pesca); un altro metodo efficace per salvaguardare la fauna è quello di istituire dei periodi di fermo biologico (in cui la pesca a strascico è completamente vietata ovunque) durante i periodi di riproduzione dei bycatch (speci di nessun interesse commerciale) o dei principali organismi oggetto di pesca.

Altro elemento di discussione riguardo alla pesca a strascico è la sua “non selettività”, ovvero l’impossibilità di raccogliere solo la specie e gli elementi/individui voluti. La pesca a strascico raccoglie tutto, anche specie non commerciabili.

La cattura di specie di nessun interesse commerciale viene chiamata bycatch e riguarda anche giovani di specie pregiate e numerosi organismi non commestibili ma che svolgono comunque importanti ruoli per l’ecosistema. Tuttavia, almeno per evitare la pesca di esemplari troppo giovani, è sufficiente prendere alcune accortezze: ad esempio, maglie della rete più larghe favoriranno l’uscita degli esemplari più giovani e terranno invece all’interno gli adulti.

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2018-02-20T14:40:11+00:00